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Giulio Cesare in Egitto di Händel: un debutto trionfale al Festival del Maggio Musicale Fiorentino

par Roberta Manetti 16 juin 2026
par Roberta Manetti 16 juin 2026
© Maggio Musicale Fiorentino
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Giulio Cesare, Maggio Musicale Fiorentino, Domenica 14 giugno 2026

L’ultima opera in cartellone per l’88° festival del Maggio Musicale Fiorentino (che prosegue fino al 1° luglio) è Giulio Cesare in Egitto di Georg Friedrich Händel, che sorprendentemente non era mai stato messo in scena nelle precedenti edizioni del festival.

Di questo bello spettacolo che tramuta l’antico ponte di cui parla la prima didascalia nel ponte di un piroscafo in crociera sul Nilo negli anni Venti del XX secolo, con richiami espliciti a due gialli di Agatha Christie (Assassinio sul Nilo e Assassinio sull’Orient Express, con tanto di comparsa vestita da Poirot) ha già parlato su Première Loge Renato Verga, che ne ha recensito la ripresa di Zurigo, lo scorso marzo. 

Nella ripresa fiorentina abbiamo lo stesso direttore, l’iper-specializzato Gianluca Capuano, ma stavolta sta sul podio dell’Orchestra e del Coro del Maggio, cui sono stati aggiunti l’arpa barocca di Marta Graziolino, la tiorba del fiorentino Giovanni Bellini e la viola da gamba di Cristiano Contadin – ma il violoncello continuo, Simão Pedro Alcoforado Barreira, è un primo violoncello dell’Orchestra del Maggio e sul palco, ad accompagnare l’aria di Cesare Se in fiorito ameno prato, compare la spalla dell’orchestra, Salvatore Quaranta; all’Orchestra del Maggio appartiene anche il corno di Alessio Dainese che si sente sotto l’aria Va tacito e nascosto, sempre di Cesare. Un’orchestra “generalista”, ma che asseconda perfettamente la direzione di Capuano, rigorosa e insieme animata, ricca di dinamiche, e lo stesso fa il Coro del Maggio.

Non ci sono a Firenze Cecilia Bartoli e Carlo Vistoli; tuttavia il cast, nel quale tutti si distinguono non solo per la perizia nel canto, ma anche per la recitazione curatissima ed efficace, risulta comunque benissimo assortito e di altissimo livello.

Raffaele Pe, nel ruolo di Giulio Cesare, si muove sul palco da autentico mattatore; se la voce mostra ogni tanto qualche segno di stranchezza, le agilità restano impeccabili, la verve travolgente, l’interpretazione autorevole. Il soprano Mariangela Sicilia, che canti Puccini o Mozart o Händel, è sempre una gioia per le orecchie: voce di bel timbro, espressiva, voluminosa quando serve e ben udibile nei pianissimi, sempre omogenea anche nei passaggi più arditi, con un controllo perfetto dell’emissione: una Cleopatra incantevole. Entrambi hanno una grande presenza scenica.

La Cornelia di Fleur Barron è un po’ penalizzata, all’inizio, dalla regia che la fa muovere con gesti caricati come una diva del cinema muto, portando un po’ troppo sopra le righe, nelle primissime scene, anche i movimenti dello straordinario controtenore e sopranista Nicolò Balducci, che interpreta suo figlio Sesto Pompeo; per fortuna recuperano la dimensione tragica al punto giusto nel commovente duetto alla fine del primo atto (Son nata a lagrimar / Son nato a sospirar, giustamente una delle parti più conosciute dell’opera). Timbro morbido e bel fraseggio Fleur Barron, voce ricca, estesa, luminosa e ben governata con tecnica considerevole il giovane Nicolò Balducci (classe 1999), la vera sorpresa della serata, anche se il pubblico che segue la musica antica di lui aveva già contezza e si aspettava l’exploit. Con l’aria L’angue offeso mai riposa ha scatenato un meritato diluvio di applausi, che non sono mancati a nessuno degli interpreti principali, durante lo spettacolo.

Il controtenore Filippo Mineccia, infido e capriccioso Tolomeo, è perfettamente in parte, un villain quasi inquietante; molto bene anche il mezzosoprano Janetka Hoşco nella parte di Nireno, il basso Valerio Morelli (Achilla) e il giovane baritono-basso Davide Sodini (Curio).

Così, fra bella musica, recitazione perfetta, bellissimi costumi (specie quelli di Cleopatra), scene gradevoli e immagini suggestive, quasi cinematografiche, le tre ore abbondanti volano anche per il pubblico meno abituato alle distese meraviglie dell’opera barocca (sono stati effettuati tagli consistenti alla partitura, ma le tre ore di musica si raggiungono comunque) e si esce con la voglia di vederlo e ascoltarlo di nuovo. Da non perdere. Tre sole repliche: venerdì 19 giugno alle 19; domenica 21 giugno alle 15.30 e giovedì 25 giugno alle 19.

Pour lire cet article dans sa traduction française, cliquez sur le drapeau !

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Les artistes

Giulio Cesare: Raffaele Pe
Cleopatra: Mariangela Sicilia
Cornelia: Fleur Barron
Sesto Pompeo: Nicolò Balducci
Tolomeo: Filippo Mineccia
Achilla: Valerio Morelli
Curio: Davide Sodini
Nireno: Janetka Hoşco

Danseurs: Ilaria Brandaglia, Marko Bukaqeja, Robert Ediogu Abotsie, Stefano Mascalchi, Francesco Pacelli, Carlo Pucci, Maya Quattrini, Simone Ticci

Orchestre et Chœur du Maggio Musicale Fiorentino, dir. Gianluca Capuano

Mise en scène : Davide Livermore
Décors : Giò Forma
Costumes : Mariana Fracasso
Lumières : Antonio Castro
Video : D-Wok

Le programme

Giulio Cesare in Egitto

Dramma musicale en trois actes de Georg Friedrich Händel, livret de Nicola Francesco Haym, créé au King’s Theatre de Londres, le 20 février 1724.

Florence, Teatro del Maggio Musicale Fiorentino ; répresentation du 14 juin 2026 (88e Festival du Maggio Musicale Fiorentino).

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Roberta Manetti

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