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Al Maggio Musicale Fiorentino torna a vivere Le Carnaval di Lulli (1675), diretto da Federico Maria Sardelli

par Roberta Manetti 7 mars 2026
par Roberta Manetti 7 mars 2026
© D.R. - Maggio Musicale Fiorentino
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Le Carnaval, Maggio Musicale Fiorentino, sabato 7 marzo 2026

Un pubblico folto, partecipe e divertito ha accolto sabato 7 marzo al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino l’esecuzione, in forma di concerto, di un piccolo gioiello musicale ingiustamente dimenticato, Le Carnaval – Mascarade, 1675 di Giovanni Battista Lulli, o Lully, come si iniziò a scrivere dopo che il compositore, attore e danzatore, da fiorentino, si fece cittadino francese. Un autore le cui opere si eseguono, soprattutto in Francia, ma non abbastanza, tanto che questa Mascarade ideata «pour divertir les soins / du plus grand Roy du monde», Luigi XIV, non era stata mai ripresa in tempi moderni.

Aveva debuttato col titolo Le Carnaval – Mascarade Royale al Louvre il 18 gennaio 1668, con la partecipazione attiva, come ballerino, dello stesso Re Sole, e fu riproposta all’Academie Royale de Musique (antenata dell’Opéra) il 17 ottobre 1675, perdendo il “Royale” perché il re, trentottenne e appesantito dai chili di troppo, non danzava più sul palco e stava soltanto a guardare. Da allora l’oblio, finché Federico Maria Sardelli e Samuele Lastrucci, fondatori, nel 2022, dell’Istituto Lulli a Firenze (https://www.imusicidelgranprincipe.it/istituto-lulli/), non hanno riportato alla luce questa sorta di ibrido fra ballet de cour e comédie-ballet, nella versione del 1675 in dieci entrées e un Prologo.

Si tratta di un bizzarro pastiche poliglotta (in francese, spagnolo e italiano, oltre che in “finto turco”) che attinge, con modifiche, giustappunto a ballets de cour e comédies-ballet precedenti, fra cui Le bourgeois gentilhomme e Monsieur de Pourceaugnac con testo di Molière (che per il personaggio della seconda si ispirò giustappunto a un personaggio introdotto nella prima versione del Carnaval di Lulli; questi, con un gran turbante sormontato da 12 candele accese, interpretava personalmente il ruolo del “Mufti”, il finto turco del Bourgeois gentilhomme). Il prologo è affidato al personaggio di Carnaval, l’ultima entrée allo stesso Carnaval e alla Galanterie, protagonista della nona breve entrée, chiudendo a cerchio la serie di scene diverse e contrastanti, su testi di Benserade, Molière e Quinault, che dispiegano anche un piccolo catalogo di stili musicali.

A Firenze Le Carnaval – Mascarade, 1675 è arrivato dopo aver debuttato a metà febbraio al Teatro Comunale di Ferrara e poi al Teatro Comunale Pavarotti-Freni di Modena, dove si avvaleva delle coreografie dei danzatori e acrobati di NoGravity Theatre (versione visibile fino al 14 agosto 2026 sul canale YouTube del portale Opera Streaming, https://operastreaming.com/spettacolo-le-carnaval-mascarade-royale-ferrara-2026/); una versione già stilizzata e ammodernata di quello che doveva essere l’originale: all’epoca del Re Sole le musiche e le danze si accompagnavano, difatti, ad apparati di scene, costumi ed “effetti speciali” fantasmagorici e opulenti, per i quali il sovrano non badava a spese.

Qui ci siamo dovuti contentare dell’esecuzione in forma di concerto, che ha avuto se non altro il pregio di mettere al centro la musica, di indubbia bellezza e diretta con grande rigore da Federico Maria Sardelli sul podio dell’Orchestra Modo Antiquo e del Coro I Musici del Gran Principe, preparato da Samuele Lastrucci. Sardelli ha anche brevemente introdotto ogni entrée, per spiegare, in assenza di scene e costumi, quel che andavano a rappresentare.

Ottimo il cast vocale, costituito da specialisti del repertorio barocco: Valeria La Grotta (Première dessus), Giuseppina Bridelli (Deuxième dessus), Philippe Talbot (Haute-contre), Cyril Auvity (Taille), Francesco Masilla e Samy Timin (Première basse, parte suddivisa fra due solisti del piccolo coro I Musici del Gran Principe) e Alexandre Baldo (Deuxième basse). Se Valeria La Grotta non può contare su un grande volume, ha una voce agile, un timbro gradevole e una tecnica che la fa cantare con levità; più corposa e robusta (ma senza perdere mai la morbidezza) è la voce di Giuseppina Bridelli, che fu protagonista nell’Atys di Lulli andata in scena a Versailles nel 2022 e recentemente uscita in CD-DVD. Apprezzabilissimi anche Philippe Talbot e Cyril Auvity, voci entrambe brillanti e ben impostate, molto ben educate per questo tipo di repertorio, e il giovane basso Alexandre Baldo. Tutti, dai solisti al coro all’orchestra, dimostrano una profonda conoscenza dei codici del teatro musicale francese del tempo del Re Sole.

L’edizione critica è stata curata da Bernardo Ticci (BTE2025) e adattata dallo stesso Sardelli. Lunghi applausi e pubblico soddisfatto della riscoperta: speriamo che questa gradevolissima operina non venga lasciata a dormire per altri 350 anni.

Pour lire cet article dans sa traduction française, cliquez sur le drapeau !

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Gli artisti

Valeria La Grotta (Première Dessus)
Giuseppina Bridelli (Deuxième Dessus)
Philippe Talbot (Haute-contre)
Cyril Auvity (Taille)
Francesco Masilla et Samy Timin (Première basse)
Alexandre Baldo (Seconde basse)

Orchestre Modo Antiquo, dir. Federico Maria Sardelli
Chœur I Musici del Gran Principe, dir. Samuele Lastrucci

Il programma

Le Carnaval

Opera-balletto in nove « entrées », su testi di Molière, Benserade e Quinault, rappresentata alla Corte, poi a Parigi, al Palais Royal, il 17 ottobre 1675.

Maggio Musicale Fiorentino, concerto di sabato 7 marzo 2026

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Philippe TalbotGiuseppina BridelliValeria La GrottaFederico Maria SardelliCyril AuvityAlexandre Baldo
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Roberta Manetti

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